Mio figlio e internet, opportunità e rischi

Italia 30 aprile 1986, un computer del Centro di Ricerche di Pisa  comincia a comunicare con un computer in america: internet arriva in Italia. 

Inghilterra 1896, il parlamento inglese, introduce “the emancipation act per le locomotive leggere, gli antenati delle automobili per intenderci, che da quella data in poi non hanno più bisogno di essere accompagnate da un uomo con la bandiera rossa (da cui il nome Red Flag Act ) che avverte del passaggio.

Due eventi, che segnano un momento di innovazione e cambiamento in cui ci si trova di fronte a qualcosa che prima non esisteva e che può spaventare e allarmare.La soglia tra noto e ignoto d’altronde è qualcosa che accompagna l’uomo da sempre e spesso le reazioni alla novità si sono posizionate sugli estremi ossia un’eccessiva apertura o una eccessiva chiusura. Il mondo del web apre a svariate possibilità, ma al tempo stesso porta con se delle cose buone e delle cose meno buone.

 

Ma quali sono gli effetti nella costruzione della mente di un bambino e di un adolescente e che impatto hanno nella loro vita?

Le ricerche cominciano a dare alcune risposte molto importanti e da non trascurare. L’uso prolungato dei diversi dispositivi sembra inibire la naturale capacità dei soggetti più giovani di comprendere le espressioni facciali in quanto le ridotte interazioni faccia a faccia impoveriscono le abilità sociali che richiedono un contesto nel quale venire messe alla prova. Solo attraverso l’interazione con le persone il bambino impara a riconoscere gli stati d’animo altrui e rispondere di conseguenza regolando i propri affetti. Un bambino iperconnesso allo schermo del suo tablet rischia di essere disconnesso dalla realtà e di avere difficoltà a percepire e decodificare correttamente i segnali provenienti dall’ambiente e dalle persone. Le interazioni sociali diventano povere ed il rischio di emarginazione aumenta in modo considerevole.

Spostando l’attenzione sugli adolescenti,  per indicare quelle situazioni più gravi è stato coniato il termine “sindrome di hikikomori” che in giapponese significa “stare in disparte” per indicare l’esclusione sociale in cui queste persone si trovano.

Quì non si vuole mettere in dubbio che internet per un bambino o un adolescente è uno strumento utilissimo, e un mezzo che offre e offrirà sempre più conoscenza e opportunità. Ma al tempo stesso, internet si può trasformare in un’arma a doppio taglio e gestirne l’uso durante la giornata è essenziale per permettere ai piccoli e ai meno piccoli di crescere in maniera sana e felice. 
Di seguito tre semplici regole che possono essere di aiuto a quei genitori che si stanno ponendo delle domande rispetto all’uso eccessivo di internet da parte dei propri figli

  1. Gestire l’accesso: il dispositivo per navigare in rete non deve essere uno strumento sempre disponibile. Stabilire delle regole insieme ai vostri figli è il primo passo. Quanto tempo? In quale momento della giornata? E’ sconsigliato la sera prima di andare a dormire.
  2. Impostare dei filtri di accesso in rete: Esistono dei semplici software, facilmente reperibili in rete, che impediscono l’accesso ai siti non desiderati. Controllare la cronologia per capire gli interessi dei vostri figli e trovare un giusto compromesso.
  3. Cercate di usare internet insieme ai vostri figli, rimanete accanto a loro e guidateli nella navigazione spiegando loro l’uso che se ne può fare.

L’età evolutiva è un momento della vita in cui si acquisiscono molti strumenti indispensabili per far fronte alle sfide della crescita. Ogni momento è utile e importante per la costruzione della capacità di stare in relazione con l’altro e di comprendere gli stati emotivi, ma soprattutto imparare a rispondere piuttosto che a reagire alle situazioni stressanti. La maggior parte di queste risposte vanno  costruite e vanno ricercate nel mondo reale che molto spesso ci mette di fronte alle nostre paure e proprio per questo può risultare più difficile.

 

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